Il tau dei Cavalieri Ospedalieri

 Sant’Antonio Abate, affresco nella chiesa di San Biagio a Corchiano

 

La Tau bianca era l’emblema distintivo di un altro Ordine Ospitaliero, sorto più o meno nello stesso periodo di altri più famosi, come quello degli Ospitalieri di San Giovanni, chiamato ordine dei “Frati di San Jacopo di Altopascio“, ufficializzato nell’aprile del 1239. Poiché i compiti di assistenza e cura dei pellegrini finirono per includere anche un’opera di protezione nei loro confronti, l’ordine prevedeva tra i suoi ranghi anche dei Cavalieri armati di spada, che divennero presto noti come Cavalieri del Tau. L’Ordine acquisì in breve tempo fama, onori e ricchezze, tanto da diffondersi ben oltre il territorio di origine (il borgo toscano di Altopascio, in prov. di Lucca) e da annoverare “obbedienze” in tutta Italia, nonché in altripaesi d’Europa come la Francia, la Spagna, la Germania e l’Inghilterra. Il declino di quest’ordine religioso-cavalleresco iniziò nel XIV secolo anche a causa del trasferimento della sede del papato ad Avignone, che provocò una riduzione dei traffici verso Roma. L’ordine fu soppresso definitivamente nel 1587 per opera di papa Sisto V, ed i suoi beni furono ceduti alla Milizia di Santo Stefano creata nel Granducato di Toscana.

Ad influenzare questi ordini religiosi nell’adozione del Tau non furono, probabilmente, soltanto i passi biblici. Nel periodo medievale, infatti, questo simbolo permeava profondamente anche la vita di tutti i giorni. Infatti, persino le rappresentazioni geografiche del Mondo erano riconducibili a questo segno. Sono frequenti, infatti, le illustrazioni in cui il Mondo viene rappresentato suddiviso nei tre continenti allora conosciuti: l’Asia, che veniva posta generalmente nella parte alta della carta, mentre l’Europa e l’Africa nella parte inferiore, rispettivamente, nella parte sinistra e in quella destra della metà inferiore. I tre continenti erano poi separati l’uno dall’altro da un mare che prendeva la forma di una “T”, ed il tutto era inscritto in una circonferenza. Questa raffigurazione, nota anche come “Mappamondo a T”, non pretendeva di essere una rappresentazione reale del Mondo ma piuttosto una simbolica.

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